Giro delle calette a est dell’Elba: itinerario poco affollato per chi cerca pace anche in agosto

Mentre agosto arriva con le temperature in picco e le spiagge mainstream si riempiono di ombrelloni, esiste uno scorcio dell’Elba ancora relativamente tranquillo: il litorale a est dell’isola toscana. È qui che chi sa come orientarsi trova piccole calette, fondali cristallini e la rara possibilità di nuotare senza schivare decine di turisti. Abbiamo percorso questo itinerario poco affollato a inizio estate, verificando di persona che la fama di “sovraffollamento elbano” non è meritata dappertutto.
Il giro delle calette orientali rappresenta una formula perfetta per chi cerca mare di qualità anche nei mesi di punta. Non si tratta di una vera e propria spiaggia attrezzata, bensì di una serie di piccoli approdi naturali raggiungibili a piedi o in auto, dove il turismo di massa ancora non ha preso completamente piede.
Come raggiungere il litorale est: accessi e logistica
Partendo da Portoferraio, il capoluogo dell’Elba, la strada costiera verso est offre una sequenza di curve che seguono fedelmente la morfologia del terreno. I principali punti di accesso si trovano tra le frazioni di Magazzini e Capoliveri, zone dove il paesaggio inizia a diventare più selvaggio rispetto alle zone turistiche centrali.
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Campeggi direttamente sulla spiaggia all’Elba: vivere la natura senza rinunciare ai comfortL’accesso più comodo rimane quello da Magazzini, un piccolo borgo marinaro dove si trovano parcheggi pubblici gratuiti e una viabilità ancora gestibile anche ad agosto. Da qui, seguendo sentieri ben segnalati e alcune stradine non asfaltate, si raggiungono le prime calette in meno di venti minuti a piedi.
Chi preferisce spostarsi in auto può invece dirigersi verso la strada che costeggia le pendici orientali, fermandosi nei piccoli piazzali lungo il percorso. La viabilità è meno congestionata rispetto alla costa settentrionale, grazie anche al minor numero di strutture ricettive nella zona.
Le calette da non perdere: Spiaggia dei Margini e Capo Bianco
La Spiaggia dei Margini rappresenta il primo vero gioiello del circuito. Composta da sabbia bianca e ghiaia fine, è protetta da una parete di roccia che crea una naturale barriera dai venti. L’acqua qui mantiene una trasparenza eccezionale grazie alla profondità contenuta dei primi trenta metri: ideale per fotografare la Posidonia oceanica sommersa, l’erba marina che caratterizza il Mediterraneo sano.
Proseguendo verso sud, si incontra Capo Bianco, così denominato per il colore chiaro della roccia granitica che lo compone. Qui il fondo marino digrada rapidamente verso profondità maggiori, perfetto per chi pratica snorkeling consapevole. La corrente è generalmente docile, il che rende l’area adatta anche a nuotatori medi.
Entrambe le calette rimangono piuttosto tranquille anche a metà agosto, perché richiedono un minimo di consapevolezza geografica per essere raggiunte. Non hanno né chioschi né docce pubbliche, il che scoraggia naturalmente i turisti occasionali.
Quando visitare e quanto tempo dedicare
Il periodo ideale per questo giro rimane maggio-giugno, quando il mare ha raggiunto temperature piacevoli ma la pressione turistica è ancora contenuta. Detto questo, anche ad agosto è possibile trovare spazi respirabili se ci si muove nelle prime ore del mattino, prima delle 10, oppure nel tardo pomeriggio dopo le 17.
Un’intera giornata dedicata al circuito consente di esplorare almeno tre-quattro calette senza fretta, fare un paio di soste in acqua, e concludere con il tramonto. Chi vuole approfondire, può completare il giro con una visita ai dintorni di Porto Azzurro, città fortificata con interesse storico-architettonico, a circa mezz’ora d’auto.
La lunghezza complessiva dell’itinerario è di circa 8-10 chilometri, prevalentemente su strada costiera. Il traffico automobilistico è decisamente inferiore rispetto alle arterie che collegano Portoferraio a Marciana.
Cosa portare e come prepararsi
Poiché le calette orientali mancano di infrastrutture turistiche, è fondamentale partire preparati. Una scorta d’acqua dolce, cibo per un pic-nic leggero, crema solare e un telo costituiscono la dotazione minima consigliata. Le scarpe da trekking leggero sono preferibili ai sandali, dato che alcuni tratti di sentiero possono essere rocciosi.
Chi nuota regolarmente apprezzerà la possibilità di portare una maschera da snorkeling e una muta leggera: il mare rimane fresco anche in estate, soprattutto oltre i cinque metri di profondità.
Non è consigliato visitare in solitaria se non si ha dimestichezza con la navigazione costiera: è sempre meglio informare qualcuno del proprio itinerario e del previsto orario di rientro.
Perché questo itinerario merita attenzione
L’Elba è universalmente conosciuta come meta turistica, ma il versante orientale rappresenta un’eccezione consapevole rispetto ai canoni della costa massificata. Qui il mare mantiene ancora caratteristiche di naturalità e tranquillità, elementi sempre più rari nelle spiagge italiane affollate.
Per chi ha sperimentato il surf e le estati in lungo e largo lungo le coste, queste calette offrono quel senso di scoperta e libertà che caratterizza le mete ancora non completamente assorbite dal turismo organizzato. È ancora possibile, insomma, trovare un angolo di Mediterraneo dove il rumore è quello delle onde e delle fronde, non dei turisti.
Agosto non è il momento ideale per esplorare l’Italia, ma il giro delle calette elbane rappresenta un’alternativa concreta a chi non vuole rinunciare al mare neppure nei mesi più affollati. Basta sapersi muovere con un po’ di consapevolezza e spirito di avventura.
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